Conversazioni filosofiche da osteria Maggio 15, 2008
- La società, questa società post-capitalista…
- Sì, Marx s’era sbagliato, ma poi mica tanto
- Il vero problema è quello della libertà personale…
- Sì, della mercificazione dell’identità personale
- Esatto, ormail il soggetto è ciò che acquista, ciò che consuma
- I cambiamenti epocali, le rivoluzioni…oggi non ci sarebbero più le condizioni
- Ma sai com’è, ormai, non c’è bisogno che non possa esser soddisfatto. Perchè mai ribellarsi? Perchè mai criticare, alzare la voce? In fondo è così rassicurante: metti nel carrello ciò che ti serve, paghi, torni a casa, cenetta, tv, doccia, nanna. La condizione esistenziale viene mortificata, la visuale è oscurata dalla paura dell’altro e della diversità, lo sguardo sul mondo è pre-fissato dalle politiche globalizzanti…amore, perchè mi guardi così? Non sei d’accordo?
- No, è che…hai del prezzemolo tra i denti
E calò il silenzio tra noi.
The Mara Carfagna’s wardrobe game: e tu, come la vuoi? Crea subito la tua fashion valletta-ministra! Maggio 8, 2008
I want Ludwig to explain colours Maggio 5, 2008
DICCELO TU, Ludwig:
Descrivi l’aroma del caffè! – Perché non si riesce? Ci mancano le parole? E per che cosa ci mancano? – Ma da dove viene l’idea che una descrizione siffatta possa essere possibile? Non hai mai sentito la mancanza di una descrizione del genere? Hai cercato di descrivere l’aroma del caffè senza riuscirci? (continua…)
Cooking therapy: la mia super-torta (all rights reserved) Gennaio 15, 2008
Questo dolce fatto in casa gode, dal momento in cui è stato inventato (stamattina!), della fama di autentica opera d’arte. A confermare ciò non sarà certo solo l’occhio, ma il naso che si inebrierà di cacao, limone e cannella e l’eccitazione mistica delle papille gustative che seguirà ad ogni piccola porzione. Si consiglia di fruirne con lentezza ed attenzione, magari sorseggiando del rum scuro, abbandonati sul vostro sofà o sul corpo di chi volete voi. (continua…)
LA FAVOLA DI NATALE Dicembre 25, 2007
Era lunedì da sole 7 ore e mezzo ed io m’ero già stancata di quella settimana. Stavo in macchina con mio padre, tra i peee-peee e i marmittoni fumanti di centinaia di veicoli in fila. Ascoltavamo una trasmissione radiofonica che, di tanto in tanto, riusciva a strapparci una mezza risata. L’autovettura del papà avanzava non più di 10 metri ogni 3 minuti. Il ritardo era già clamoroso, come tutti i lunedì mattina. Ma a nulla sarebbe servito agitarsi. Il cellulare del papà cominciava a squillare con sempre maggiore frequenza: pronto, sì sono io, sì, certo, no, sì, ma non esiste proprio, e-ora-e-ora-potere-a-chi-lavora, sa che le dico? BEEP.
Io lo guardavo, il papà, e mi chiedevo come facesse, il lunedì mattina, ad essere già così reattivo, alle 7 e 37 minuti, 102 km percorsi, una decina alla meta, 55 anni d’età addosso e circa 35 di stress accumulato (un po’ sul contorno occhi, un po’ allo stomaco, un po’ alla schiena e tutto il resto nelle sinapsi). Che eroe, il mio papà. Ma, complessi d’Elettra a parte, quel lunedì mattina ebbi la fortuna d’assistere ad un evento straordinario. (continua…)



