ribauda’s weblog

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In attesa del pranzo domenicale… Ottobre 7, 2007

Domenica mattina. Caro diario, sduvigliati, ti devo fare il cunto del mio crazy-trasgressive saturday night. Ieri ho proprio bevuto assai. Tu lo sai che non vorrei, l’alcool ha una percentuale spaventevole di zuccheri che si appiccicano al medio e al basso ventre trasformandolo in trippa di vitellina autoctona delle Madonie. Ma non ci ho resistito, nemmeno stavolta. Era vinello bianco fresco fresco. Da 13 euro a bottiglia.

Così mi ritrovo col portafoglio sduvacato e una centrifuga nella panza. Per non parlarti della testa: Maria Santissima di Carrapipi, che dolor! Ci vorrebbe un cammino di Santiago: libera me a malo, Madunnuzza, come hai fatto con Totò Vasa-vasa (ma lui, di preciso, che ti chiese? E tu ce lo facesti sano sano il miracolo? Sembrerebbe di sì, visto che è ancora un uomo libero. Madunnuzza, quanto sei clemente, tu!Quasi più di certi personaggi terreni…).

 

petraro-14-settembre2007-mirko-copia.jpgQuello che tanto mi preoccupa, caro diario vintage di Mio Mini Pony con catenaccio anti-spionaggio, è l’incombere del pranzo di famiglia: oggi si festeggia il compleanno di Mirko detto Palletta o Arancina-coi-piedi (5 anni, 1 metro e 10 d’altezza e trenta chili di massa corporea), quindi la sala da pranzo dei nonni sarà piena a tappo come la piazza del paese quando c’è il festival delle minchiate volanti. Come farò a sopravvivere tra il ciciulìo delle femmine di famiglia, la radiocronaca delle partite a tutto volume e il burdello che fanno quella dozzina di babbuini in cattività dei miei cugini?

nonno peppìL’ultima volta il pranzo si è concluso con pianti e punizioni corporali, più le bestemmie del nonno perchè quei bambocci obesi, sangue del nostro sangue, hanno carinamente pensato di allietare il post-pranzo con gavettoni d’acqua piovana, svuotando così il pozzo di mastro Peppino. La nonna Marietta, invece, un pò rimbambita dall’eccesso di zuccheri ingeriti, ha gradito l’esperienza e s’è buttata nella mischia di schizzi e vuciate dandoci dentro come miss maglietta bagnata…

Sono certa, caro diario che sai tutti i miei cazzi compresi quelli di pilu (il Signore mi perdoni), che anche stavolta la zia mi costringerà a mangiare i suoi anelletti al forno per ipertesi (zia, il saaaale!), che la caponata affogata nell’olio fritto mi ostruirà ancora di più i vasi sanguigni con caccole di colesterolo, che la torta di ricotta mi bloccherà definitivamente la digestione…ma non saprò nè potrò sottrarmi a tutto ciò!

Dunque ti lascio e vado incontro al mio triste destino, consapevole di non potere sfuggire alla millenaria tradizione della grande abbuffata domenicale.


 

 

 

 

 

 

 

 

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