Le avventure di Super-Geena:inattesi disastri quotidiani (third act) Ottobre 12, 2007
Summary of the last post: il gioco si fa duro, mancano solo pochi minuti alla chiusura del check-in. Super-Geena decide di tirare fuori le armi chimiche: il polpettone della zia Moana. E alla prima inspirazione del nauseabondo odore emesso dal portacibi col polpettone, i due sposini più vicini si ritirano dalla fila in preda a conati di vomito. Super-Geena avanza di due posti, mentre si diletta ad immaginarsi protagonista di una idilliaca orgia su prato, co-protagonisti: i surfisti che si accingono a fare il check-in. Mancano solo due minuti, la gold-blond hostess deve ancora controllare due coppiette. Più Super-Geena, se farà in tempo…
Meno 1 minuto e 40 secondi. La penultima coppia ha appena posato il bagaglio sulla bilancia: sono in regola col limite di peso, l’hostess sorride congedandoli e già gli altri due, i membri dell’ultima coppia, balzano in avanti. Lui, il salsicciotto tonto in bermuda e sandaletti, infila la mano nel marsupio (omaggio-punti Granarolo), pronto a tirar fuori il passaporto. Temporeggia, sotto lo sguardo infuocato d’ira della moglie che, con infallibile fiuto femminile, ha già capito: il wurstel di suino che ha sposato e che già malsopporta (”Guardalo, il pollo: solo un analfabeta come lui avrebbe potuto indossare il calzino bianco col sandaletto francescano”), non trova il documento. Sono attimi di panico. Meno 1 minuto e 20 secondi. TIC-TAC. Un minuto e 18 secondi. La missione potrebbe fallire, Super-Geena, pensaci tu!
Il cervello di Super-Geena, diabolica eroina, comincia ad autoespandersi pressando la scatola cranica e causando l’esplosione in contemporanea di brufoli, punti neri e peli incarniti. La t-shirt antitraspirante della nostra eroina si strappa in corrispondenza dei pettorali, lasciando intravedere un push-up giallino con la faccia di Topo-Gigio ricamata a punto-croce (un regalo della zia Moana). L’inatteso strip-tease immobilizza il babbuino in luna di miele, il quale comincia a secernere bava di lumacone arrapato che viscidamente gli cola dai lati della bocca. Super-Geena, seducente eroina, gli si avvicina con movenze da gatta in calore e comincia a palparlo accuratamente, sotto lo sguardo compiaciuto della moglie, che spera di potersi liberare del provolone ebete cedendolo - gratuitamente - all’altra donna. Quando la manina di fata della nostra eroina s’infila dentro la tasca anteriore dei bermuda dello scimunito patentato, una gioia immensa invade l’animo di Super-Geena, che stringe in pugno l’oggetto tanto atteso: “Jesus, il passaporto!”. I coniugi vengono liquidati all’istante e mandati al gate A14, tra la soddisfazione di Super-Geena e la delusione del verme feticista, già animato da un irrefrenabile istinto di cornificazione.
Meno 1 minuto. Super-Geena, sorridente eroina, porge il proprio biglietto alla hostess che le fà cenno di caricare sulla bilancia i due bagagli formato scialuppa-di-salvataggio. Super-Geena si prepara all’eroica impresa: una flessione, un respiro profondo, riassestamento della caschetto nero, concetrazione…OOOOISSA! Cazzo: 114 kg! L’hostess gold-blod dall’animo inequivocabilmente bastardo, scoppia in una clamorosa risata, con tanto di risucchio saliva e conseguente spruzzo a pressione, direzione: le lenti di Super-Geena, maltrattata eroina. La tappinara gold-blond - la chiameremo così, da questo momento, per solidarietà alla nostra eroina - tira fuori dal bancone calcolatrice e salvadanaio con antifurto satellitare, fissa Super-Geena e, con finta aria afflitta, le mostra il display della calcolatrice: 198 sterline di sovrattassa! “Jesus…e dove minchia li trovo tutte stè money, secondo te, figlia of good mother??? Mi prostituisco con i barboni che ci stanno fuori, eh? Dimmelo, dimmelo tu, maestrina dei conticini con l’hobby dell’ incula-poorpeople”. La situazione è tragica: meno 20 secondi. La missione sta per fallire. Super-Geena riflette un nanosecondo sulle remote possibilità di successo. Le opzioni sono:
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legare ed imbavagliare la tappinara, disattivare l’allarme satellitare e fottersi il salvadanaio,quindi recuperare i trolley-scialuppa e darsi alla fuga, raggiungendo Dublino al trotto. Problema: l’Irlanda è un’isola;
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prendere in ostaggio la tappinara, chiedere un considerevole riscatto e, se nessuno vuole pagare per riaverla - possibilità da non escludere - destinarla al traffico di organi. Problema: nessuno acquisterebbe carne marcia.
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carneficina in Kill Bill-style, con tanto di sottofondo musicale (”bang bang i used to shoot you down…”) e mosse ninja. Problema: il culone di Super-Geena non entrerebbe mai nella tutina giallo-banana di Uma Thurman.
Dieci secondi. La tappinara gold-blond fissa Super-Geena, sfigata eroina, battendo le dita sul bancone, in attesa che sborsi i soldi. Super-Geena attende il suo ennesimo fallimento a testa bassa. Tre secondi. Due. Uno. Missione fallita. La tappinara ferma il nastro trasporta-bagagli, si raddrizza il cappellino e tira sù l’autoreggente color carne 40 denari anti-manomorta. Poi, rivolgendosi a Super-Geena, con un perfido sorriso: “Nice to meet you, miss Mc’Trouble!”. Super-Geena alza lo sguardo, le si avvicina, sorridendo pure lei, e le mormora all’orecchio: “Il piacere è tutto mio, miss vagina aereostatica”. Poi, sfiorandole l’orecchio col fiato, le fa dono di un roboante rutto. Come dire: NOBLESSE OBLIGE!

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