Spaghettata country, di facile realizzazione. Particolarmente consigliata per superare stress da tesi di laurea, crisi pre-mestruale, mobbing genitoriale, impotenza, reumatismi, nevralgia da lite coniugale, istinto omicida post-partum, noia da disoccupazione.
Ricordate: a volte basta appanzicarsi in compagnia, per sentirsi più leggeri…
INGREDIENTI (dosi per 4 persone):
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400 gr. di spaghetti di orzo e grano saraceno (vi consiglio i vermicelli nˆ 7 Barilla)
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300 gr. di funghi freschi (vanno bene anche degli umilissimi champignon)
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una patata di media grandezza
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2-3 nodi di salsiccia
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qualche foglia di radicchio
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una carota
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mezza cipolla
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uno spicchio di aglio
PRIMA FASE: preparate un soffritto di aglio e cipolla, usando una padella o una casseruola antiaderente. Lavate e tagliate i funghi a fette sottili, la carota e la patata a julienne (si spera abbiate una grattuggia, da qualche parte), la salsiccia a piccoli tocchi. Unite tutti gli ingredienti al soffritto, controllando che non si attacchino al fondo della padella e saltandoli, di tanto in tanto (state attenti a non inzunzare l’intero piano cottura di schizzi!).
SECONDA FASE: fate sfumare 1-2 cucchiai di vino (rosso o bianco, fate voi), salate e pepate a vostro piacimento e coprite la padella con un coperchio. Controllate la cottura dei funghi e, quando questi saranno cotti al punto giusto, aggiungete al condimento le foglie di radicchio tagliate a listerelle. Lasciatere cuocere il tutto un altro minuto, ma senza coperchio.
TERZA FASE: portate ad ebollizione l’acqua per la pasta, lasciatela cuocere secondo la durata indicata sulla confezione (in genere, questo tipo di pasta necessita di circa 10 minuti di cottura). Quando la pasta sarà al dente, scolatela, ma prima aggiungete un mestolo di acqua di cottura al condimento in padella. Saltate gli spaghetti col condimento per un altro minuto circa, aggiungete una manciata di prezzemolo tritato e servite.
La cena è servita: versate del vino novello nei bicchieri, mettetevi a vostro agio e godete dei sapori ed odori d’autunno. Quando i commensali avranno ripulito i piatti (inequivocabile segno di gradimento), ingozzateli di caldarroste e lasciateli cazzeggiare fino all’alba.
…ma che fo…ti rubo la ricetta e ci impianto una lezione….ma sto fatto che io debba fare lezione ancora non mi torna!!!