LA FAVOLA DI NATALE Dicembre 25, 2007
Era lunedì da sole 7 ore e mezzo ed io m’ero già stancata di quella settimana. Stavo in macchina con mio padre, tra i peee-peee e i marmittoni fumanti di centinaia di veicoli in fila. Ascoltavamo una trasmissione radiofonica che, di tanto in tanto, riusciva a strapparci una mezza risata. L’autovettura del papà avanzava non più di 10 metri ogni 3 minuti. Il ritardo era già clamoroso, come tutti i lunedì mattina. Ma a nulla sarebbe servito agitarsi. Il cellulare del papà cominciava a squillare con sempre maggiore frequenza: pronto, sì sono io, sì, certo, no, sì, ma non esiste proprio, e-ora-e-ora-potere-a-chi-lavora, sa che le dico? BEEP.
Io lo guardavo, il papà, e mi chiedevo come facesse, il lunedì mattina, ad essere già così reattivo, alle 7 e 37 minuti, 102 km percorsi, una decina alla meta, 55 anni d’età addosso e circa 35 di stress accumulato (un po’ sul contorno occhi, un po’ allo stomaco, un po’ alla schiena e tutto il resto nelle sinapsi). Che eroe, il mio papà. Ma, complessi d’Elettra a parte, quel lunedì mattina ebbi la fortuna d’assistere ad un evento straordinario. (continua…)

